Sono andato proprio l’altra giorno a una serata di ballo, che si svolge ogni giovedi all’hotel “Holiday Inn”, appena fuori città.

Me ne arrivo vestito tutto elegante verso le 22:30 e mi siedo sulla prima sedia libera che trovo nel cortile di fuori, in mezzo ai bicchieri e alle bottiglie vuote.

Non ho dovuto far altro che posizionarmi in modo da avere la visuale sgombra e un cameriere mi si è avvicinato subito per chiederemi cosa volessi da bere.

Bicchiere di rosso alla mano, me ne stavo seduto a osservare la gente che nella sala interna danzava sul parquet alle note di un Valzer, quand’ecco che all’improvviso intravvedo quel simpatico ometto grassottello  oltre la porta a vetri, che stava parlando in mezzo al corridoio.

Faccio per sporgermi e mi accorgo che il nostro damerino si stava intrattenendo a conversare con una delle ragazze più belle che avessi mai visto.

Lui era grasso e sudato, lei aveva una figura invidiabile: alta, slanciata e bellissima, e stava cercando il modo di divincolarsi da quel rompipalle.

Dopo averla stordita con le chiacchiere ha tentato di invitarla in pista, beccandosi un secco NO come rifiuto.

Al che mi è venuto da pensare: “Ma è mai possibile amico mio, che con tutte le persone che ci sono nella sala devi provarci proprio con una delle ragazze più giovani e carine? un otto e mezzo per giunta?”.

“In pratica cosa vorresti fare?, scalarti il Kebnekaise senza bombole, senza attrezzatura, senza fiato e senza nemmeno lo Sherpa? dannazione, non arriveresti neppure al campo base!”

“Cosa accadrebbe poi se nel bel mezzo della salita lei cambiasse improvvisamente di umore; a quel punto, sorpreso dal maltempo, non ti resterebbe altro da fare che approntare un bivacco in parete”

Questi i pensieri che mi affollavano la mente, avrei dovuto raggiungerlo e dirglielo in faccia:

“Amico mio, non ti sei accorto di quanto sei fuori luogo? ascoltami: in questa sala ci sono tre grandi montagne: Kebnekaise, Matterhorn e Monte Bianco”.

“Ognuna di queste tre cime rappresenta una sfida impossibile quasi per chiunque, tranne per pochi uomini veramente capaci.”

“Non puoi neppure immaginare di cominciare ad arrampicare senza esserti prima allenato a dovere, per provarci con una come questa dovrei studiarmi ben bene la parete almeno per un mese, per capire da dove iniziare, che cavolo, non sono mica Dan Osman!”

Mentre cosi ragionavo mi distrassi un momento e scorsi uscire fuori dalla sala una figura imponente in abito da sera, l’ombra mi oltrepassò come se non esistessi per dirigersi alle toilettes.

Monte Bianco se n’era appena andata al cesso.