Con la giornata di ieri ho finalmente concluso il mio personalissimo ripasso delle stazioni del litorale adriatico. Ed è stata la degna conclusione di una lunga serie di viaggi di merda. Un film già visto con la solita drammatica trama. Sono stato appiccicato a quattro di spade contro le porte d’uscita del regionale per oltre due ore. Qualcuno sbraitava mentre il solito giullare di corte continuava imperterrito a far battute su una situazione che tante volte avevo vissuto ed alla quale ero ormai abituato. L’olezzo di piscio e merda proveniente dal cesso poco distante rendeva l’aria irrespirabile ed alcuni provavano nella disperazione generale ad accasciarsi a terra per riposare gambe troppo stanche.

Silenzio! Non sono riuscito a pronunciare verbo per lunghi minuti. Una ragazza aveva deciso che questo mio atteggiamento fosse la palese dimostrazione d’un essere umano pronto ad ascoltare i cazzi altrui. Nulla di più sbagliato…….ma a lei non importava. Blaterava come un fiume in piena della laurea che di lì a poco avrebbe celebrato. Ero uno straccio di sudore e quello squittio giungeva alle mie orecchie come il sibilo d’un serpente a sonagli. Guardavo scorrere il paesaggio bucolico attorno a me. Il naso schiacciato contro il lurido finestrino del treno ed una sensazione di pace nel cuore. Il mio ultimo venerdì da leoni sul regionale!