Oggi mi piaceva portare attenzione su un mio particolare pensiero che ritengo, oramai, divenuto un fatto. L’idea del social network ha avuto un così ampio consenso semplicemente perché è stata in grado di fornire al globo la possibilità di coltivare i cazzi degli altri. In maniera anonima, spiando consapevolmente o comunque venendo a conoscenza di informazioni che senza la rete nessuno avrebbe mai potuto sapere. Insomma: “Il nostro facebook non è nient’altro che il Novella2000 della gente comune”. E la gente comune – così come quella c.d. VIP – è solita fare bilanci tra la propria vita e quella di persone più o meno lontane. Il Sig. Rossi di turno ad esempio, valuterà attraverso il social network se tutto sommato la sua vita non stia procedendo meglio di quella del Sig. Bianchi. Ad una risposta affermativa emetterà un sorriso smagliante mentre ad una risposta negativa calerà in un vortice di autocommiserazione dettato da insoddisfazione.

La celebre constatazione “ma di che ti preoccupi tu….non vedi tutti quelli che stanno peggio di te?”, nasconde fondamentalmente un concetto atroce. Mi sentirò meglio quando qualcun altro starà peggio. Starò bene quando occuperò un gradino della scala socio-economica della vita superiore rispetto a quello di altri. Analisi comparativa dei fatti altrui: ecco a cosa siamo ridotti! Se spendessimo il nostro tempo a coltivare i nostri obiettivi invece di valutare quelli degli altri forse ci sentiremmo tutti più felici. Magari all’oscuro della nuova fidanzata del Sig. Bianchi ma certamente più consapevoli di noi stessi….