Oggi ho commesso il grandissimo errore di recarmi al supermercato. Il sabato, si sa, il mondo si ricorda di non avere un cazzo da mangiare e scatta la corsa ai viveri. Un po’ come quella dell’oro del Klondike. Ed è così che ti ritrovi a giocare all’auto scontro coi carrelli e quelle care vecchiette che alla messa passano a raccogliere le offerte, sarebbero pronte ad accoltellarti per l’ultimo litro di latte parzialmente scremato della Trevalli. Al reparto frutta non è andata meglio. Ho ricevuto un paio di spallate da un tizio giusto in concomitanza della prezzatrice. Tra l’altro, il bastardo, teneva un paio di mele in mano per diminuire il peso del malloppo. Che egregia testa di minchia! Due ore più tardi, colmo di rabbia e d’imprecazioni, mi sono sparato un’altra bella mezzoretta di cassa dove tutti fissavano il proprio predecessore con aria minacciosa. Ma alla fine ce l’ho fatta, ho evitato il nordafricano di turno che voleva accompagnarmi alla macchina per fottermi l’euro del carrello, ed ho ingranato la prima verso casa. La prossima volta col cazzo che vado al supermercato di sabato!