Tra veline, calciatori e baldracche siamo giunti all’epilogo del ventennio dell’apparenza. Dove quello che contava era l’immagine e che conta anche ora, sia ben chiaro. Ora c’è il buon Mario a dover trainare il carrozzone Italia al di là del guado ed è stato accolto con i migliori auspici parlamentari: “Staccheremo la spina a Monti quando lo diremo noi”. Ecco, rinnovo il mio invito ad andare a fanculo agli alti rappresentanti della pars destruens del nostro Paese. Non avete fatto bene signori miei. Se v’hanno sfrattato è perché avete fatto male: e mica ci vuole un genio per capirlo! Nella nottata di ieri, poi, ho assistito all’ennesima scempiaggine televisiva con un servizio strappa lacrime delle ex-ministre pidielline che, tra musi lunghi e frasi sdolcinate, levavano le tende dai rispettivi dicasteri. Tra i vari pixel m’è quasi parso di scorgere l’immagine della piccola fiammiferaia tanto ero toccato dal triste finale. Ora ci sono tecnici austeri e donne attempate a farla da padrone ma, a differenza di tanti ben retribuiti politici nostrani, sono dotati d’un C.V. lungo quanto la Salerno – Reggio Calabria. Perché si sa. “L’apparenza è un bellissimo contenitore che per essere riempito necessita di serietà”. Ed è proprio quest’ultima che spero rappresenterà le fondamenta del Governo di Super Mario. In bocca al lupo!