In questa bella domenica di marzo, dopo 300 grammi di mutandine al pesto alla genevose, tre polpette pugliesi, mezzo litro di vino rosso, caffè e ammazza caffè, mi metto nuovamente a rimuginare sul futuro. Ovviamente il mio futuro è lunedì perché per guardare più in là servirebbero doti profetiche, quasi paranormali oserei dire. E allora cosa succederà questo lunedì? Niente, non succederà  un bel cazzo di niente. Parlerò con qualche mio coetaneo della riforma Monti e questo mi risponderà “Eh ma tanto qua alla fine ce la prendiamo sempre in quel posto!”, ascolterò l’avvocato sessantenne di turno che mi caricherà d’entusiasmo “ Enrico, tu la professione non la devi fare, qua non ci stanno nemmeno i soldi per fare cantare un cieco” e alla fine tornerò a casa a magnà. Pasta avanzata col pesto di oggi, che domani sarà di ieri. Un po’ di TV, “tette e culi” ovviamente, tanto per mantenere il tasso culturale ad alti livelli e di nuovo in mezzo alle vie per sentire altri ciarlare di concorsi – cazzo l’hanno rinviato nuovamente- oppure d’aziende- m’hanno messo in cassa integrazione. Day by Day carissimi, s’ha da tirare a campare giorno dopo giorno, con i coglioni gonfi a fine settimana. Ma tant’è o così o il bagaglio per Dublino, Londra o ovunque ci sia un barlume di speranza. Per ora mi piazzo sul divano a fissare il muro!