Certo, ben venga essersi tolti dalle balle Renzo Bossi, uno che coi neuroni ci gioca a ping-pong. Ora però siamo onesti e diciamo senza mezzi termini che di trote ce ne sono a bizzeffe.  Da pincopallo direttore generale dell’Ente X piazzato lì dallo zio, a Maria Bernarda deputata europea eletta in un seggio blindato per  volere del magnaccia di turno.  Insomma: tra rampolli e mignotte, raccomandati e delinquenti continuiamo a danzare un valzer degli orrori che Iddio solo sa dove ci porterà. Allo sfacelo: ecco dove ci porterà! Ciò posto oggi è un dì di giubilo,  una pasticca di Nimesulide che allevia i dolori della meritocrazia. Proprio non sopportavo quel ragazzino tracotante che  dell’istruzione ha fatto la sua peggiore nemica. Il trota è il paradigma dell’Italia: un calcio in culo a noi tutti per concessione d’un cognome altisonante! Uno che guadagna una barcata di soldi  e che è stato capace d’inventare un videogame chiamato “Rimbalza il clandestino”.  In pratica un coglione! Ma vedere un coglione che se la spassa a destra e a manca mentre decine di migliaia di giovani meritevoli fanno la fame avvelena il sangue. Ecco perché questa mia Pasquetta è felice, perché di quel beone seduto sui banchi del Consiglio Regionale della Lombardia non ne potevo proprio più. E allora in alto in calici lavoratori, dottorandi, cassintegrati, disoccupati etc. etc…Oggi si brinda! Col Tavernello, ma si brinda.