C’è poco da masturbarsi sui numeri elettorali: la gente è incazzata e questo è il suo insulto all’ingiustizia. I tanti vituperati cambiamenti non sono mai avvenuti, l’alternanza al potere è un concetto svuotato di qualsivoglia fondamento. Per dirla in breve: sono anni che ci ritroviamo con le stesse facce da culo all’apice dello Stato! Si fa presto a fare demagia, a contar fischi per fiaschi. Se ci siamo ridotti a votare un comico è perché alla certezza dell’ipocrisia preferiamo l’insicurezza del domani. E pure tu, Giorgio, che dovresti rappresentare la terzietà e la garanzia costituzionale, ma come fai a dire “L’unico boom che conosco è quello degli anni ’60”!?! Stronzate amico mio, il dato oggettivo è la ribellione d’un popolo depresso da incartatori di balle. Bossi, robottino senza pile, si ricandida alla guida d’un partito finito. Per non parlare di Berlusconi, triste puttaniere ridotto all’ombra di Pinocchio. E poi a seguire tutti gli altri, mere comparse d’uno show dell’orrore. Il fatto è che qui siamo disposti a votare chunque si discosti dal gruppo di vecchi cialtroni, non importa quel che farà, sempre meglio del deserto sociale che ci circonda. Questa è disperazione cazzo, questa è incapacità di vedere più in là del magna magna generale. Ha perso la destra? Ha perso la sinistra? O forse il centro? No, avete perso tutti.