Ora, per carità, c’è crisi e si fa fatica a campare ma chiunque abbia avuto modo di frequentare le spiagge nostrane in questi giorni si sarà accorto del traffico esasperante di venditori ambulanti. Sono poveri Cristi che devono vendere sotto il sole cocente ma se una volta bastavano un paio di no per liberarsene oggi l’unico mezzo è la lotta grecoromana. Dopo dieci minuti di mare ecco arrivare il primo.

“Comprare?”

“No, grazie.”

“Dai compra asciuccamano amigo.”

“No, grazie, davvero.”

“Dai, guarda tu asciccamano fa schifo, compra quello de Kunfu Panda”

“No, per favore, non mi serve l’asciugamano.”

“Va bene capo. Occhiali? Compra occhiali.”

“Non voglio niente, voglio dormire e poi non ho soldi”.

“D’accordo capo ce vedemo domani. Magari compra.”

Trascorrono altri dieci minuti e arriva il secondo:

“Coccoooooooo, coccoooooo bello, coccoooooooooooo. Cocco capo?”

“No, grazie.”

“E daje, un pezzo due euro.”

“Davvero no, te lo chiedo per favore.”

“Seguro, seguro, seguro?”

“Seguro, seguro, ciao.”

“Ciao capo, magari dopo, ripasso.”

E infine una donna asiatica.

“Tu vuole massaggio signole?”

“No, ti ringrazio.”

“Io blava a fa massaggi. Venti minuti 10 euro.”

“Te lo chiedo per pietà, voglio solo dormire.”

“Tu dormire mentre io fa massaggio signole.”

“No, no e no.”

“Fanculo signole.”

La lista potrebbe continuare con quelli che ti appendono una collanina al collo e cercano di rifilartela in maniera coercitiva, oppure con quelli che ti sbarrano la strada sul lungo mare e che ti immobilizzano sperando di prenderti per stanchezza. Meglio finirla qui: vado al mare!