Fremevo dalla voglia di leggere il nuovo libro di Alessandro Vizzino, dopo “SIN” gli standard narrativi che pretendo da questo autore sono elevati e debbo riconoscere che “La culla di Giuda” non ha tradito le mie aspettative. Il ritmo del romanzo è incalzante, fatto di dialoghi ironici e enigmatici. Si percepisce il lavoro di ricerca di Vizzino che ha voluto arricchire la storia di una serie di riferimenti storici che rendono il libro ricco e intrigante. I caratteri dei personaggi sono ben delineati, come quello di Valentino Mastro, abile investigatore privato dal passato burrascoso. Oppure come quello di Lidia, poliziotta integerrima e dolce metà di Valentino. I colpi di scena si susseguono dall’inizio alla fine del libro, la trama è avvincente e mai banale. I luoghi di ambientazione del romanzo sono in parte quelli nostrani: Rimini, Roma, Venezia, Messina, etc. Vi sono però numerosi e intelligenti “agganci” europei in grado di confezionare un’opera di pregevole fattura. Infine due parole sul libro come bene materiale. La copertina è accattivante, l’impaginazione adatta alla lettura e la stampa di livello professionale. In conclusione bravo Vizzino, non delude mai.

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