E dopo settecento anni ecco le dimissioni di un Papa, quelle di Formigoni  invece sono rinviate a data destinarsi. In realtà la notizia sarebbe vecchia di sette giorni, è servita una settimana per tradurla dal latino. Alcuni avanzano l’ipotesi di una fuitina di Benedetto con padre Georg, altri invece sono più pragmatici e propendono per un “Mi sono rotten li coglionen” del Sommo Pontefice. Ora per Benny si apre il dramma del precariato, dapprima la mobilità e poi forse la partita IVA. Indiscrezioni dicono che quella del tedesco sia solo un’aspettativa per le elezioni del 24 e 25 Febbraio. <<Voglio vedere come butta>>, avrebbe detto ai suoi più fidati collaboratori, il maggiordomo su tutti.  Forse  se ne andrà un anno in Guatemala, per la Chiesa si apre comunque una fase di reggenza tecnica. Il Cardinal Bertone ha fatto il nome di Mario Monti per il governo ad interim del Vaticano, vedremo se il professore salirà a San Pietro. La forte preoccupazione è ora quella del sostentamento di Benedetto XVI. Di pensione, ovviamente, nemmeno a parlarne. Gli mancano ancora una decina d’anni e rientra di diritto nella categoria degli esodati. Suo fratello gli ha proposto di entrare in società nel campo dei Compro Oro ma il tedesco appare restio. Concludo con gli exit poll per la successione pontificia. Due nomi su tutti: il Papa Nero dei Pitura Freska e Silvio Berlusconi. Quest’ultimo in particolare avrebbe già preparato la prima enciclica: “Per il seggio Vaticano, vota Silvio Berlusconi, un Papa operaio. Abolirò le offerte domenicali”. Ora pro nobis

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