Buongiorno carissimi amici, 

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ho il piacere di inaugurare una nuova rubrica, dopo “L’insulto del lunedì” nuntio vobis la nascita de “ANIMALI SFIGATI”, un pensiero dedicato agli ultimi della biodiversità, a coloro che per troppo tempo sono stati bistrattati in favore di cani e gatti che hanno francamente rotto i coglioni. Oggi, in particolare, vi voglio parlare della passera scopaiola, nome scientifico prunella modularis, un uccello considerato un po’ la Maria Maddalena della natura. Questa tenerezza è solita trombare a destra e a manca con più maschi alla volta, si tratta in pratica di una ninfomane dedita alle orge. Nello specifico il maschio, prima dell’accoppiamento, colpisce in maniera delicata e ripetuta la zona esterna dell’organo sessuale della passera scopaiola. Ciò fa sì che, se la femmina si è da poco accoppiata con un altro maschio, essa estrometta il seme appena ricevuto cosicché l’attore ultimo possa sostituirvi il suo (Vedi Wikipedia). Quindi, se è pur vero che la passera scopaiola se ne va in giro con le mutande calate, è altrettanto vero che il maschio la provoca ripetutamente non aiutandola di certo a lenire le conseguenze della sex addiction. Ora che ne sapete di più vi chiedo di pregare per lei, non solo per le possibili malattie veneree che potrebbe contrarre, ma anche perché non possiamo dimenticarci di chi fa la fila sempre dalla parte della coda.

Grazie di cuore.

Enrico Braglia