Sono sbarcato su Twitter da un po’ ed è già tempo di tirare le somme. In quest’agorà virtuale la critica populista e stereotipata è regina. Spesso si lanciano illazioni prive di fondamento, certamente figlie di un sapere limitato, lo scopo di questo squallido gioco è la ricerca di facili consensi. Stelline e retweet che servono unicamente a stuzzicare l’ego di qualcuno. La politica è presa di mira a 360 gradi,  le fonti  dei tweet sono spesso e volentieri i quotidiani online, faziosi e a volte ipocriti. Nessuno è disposto ad accettare il giudizio dell’altro, si ricorre in questo caso al defollow o nei casi più tristi al blocco del nemico virtuale, un atteggiamento da bambini dell’asilo. Ci sono poi bellissime eccezioni. Persone interessanti, sensibili e dotate di coscienza civica. Sono facilmente individuabili poiché meno seguite e quasi mai condivise, un po’ come nella vita reale dove a farla da padrone è una retorica volgare che trova il plauso di un branco di pecore incapaci di produrre un pensiero originale.  Tutto qui!