Ho terminato gli aggettivi per definire la politica italiana, dopo aver superato il limite della decenza siamo scaduti nell’indecenza cronica. Una grave forma di squallore istituzionale dalla quale non so se e quando riusciremo a riprenderci. Il Partito Democratico ha sbagliato tutto, persino il nome, perché di democratico in questo partito non c’è proprio un cazzo. Ieri abbiamo assistito al requiem di un uomo, Pierluigi Bersani, che è riuscito ad arrivare secondo anche nel tragico momento delle dimissioni. Dimissioni, a mio parere, tardive e giunte all’ultimo stadio d’infermità politica del paziente Italia. Che tristezza, che miseria, che deserto;  voi percepite danaro non per non far nulla, ma per distruggere quel poco di buono che è rimasto.  Nel frattempo i fallimenti si susseguono, i suicidi pure e l’espatrio non è più solo una scelta ma un obbligo. Vi dovete vergognare!  Cari “amici” del PD, siete stati capaci di restituire dignità politica persino a Berlusconi, non era facile eppure ce l’avete fatta. Ora tornatevene nei salotti buoni della televisione spazzatura, continuate a menarcela con la retorica faziosa e la pochezza fattuale, tanto oramai è un dialogo tra sordi. Da una parte la società civile, avvolta in una patina di disperazione, e dall’altra voi, avviati di buon passo sul viale del tramonto storico. E così sia!