Dunque, possiamo distinguere le donne in due grandi  categorie, l’amante di scarpe e vestiti e l’amante dei libri. L’ibrido, ovviamente, è rappresentato dall’amante di scarpe, vestiti e libri; un vero pericolo per l’economia familiare. Ma andiamo dritti al punto. Certe donne, romantiche e sentimentali per natura, finiscono spesso per innamorarsi dei personaggi dei libri che adorano. Non so: “L’ombra del vento”, “Oceano Mare”, “Achille piè veloce”, “Orgoglio e pregiudizio”, “La casa degli spiriti”, “I pilastri della terra” e tanti, tantissimi altri ancora. Da qui l’idea che su questa terra debba per forza di cose esistere un uomo che corrisponda alla descrizione di un autore, De Carlo o Baricco che sia, che le ha colpite dritte al cuore. S’illudono, ci cascano e s’infatuano del solito filosofo naif che si spaccia per quello che non è. Il tipo, insomma, che ha letto “Piccole donne” perché gli è stato imposto dalla maestra e che grazie a quei rimasugli letterari, unitamente ad un buon numero di frasi fatte, riesce ad intortare la preda a suon di stereotipi. Dopodiché la poveretta passa da una prima fase di totale idolatria, ad una seconda di acuta rassegnazione, scoprendo ad esempio che il proprio amato lascia la tavoletta del cesso alzata oppure che è solito ruttare durante una partita di calcio trasmessa per televisione. Dov’è finita la poesia del mare? Dove si è andato a nascondere quel principe azzurro che pareva tanto simile al Grande Gatsby? La risposta è che non è mai esistito, era il mero parto della vostra fantasia, il frutto del desiderio d’incontrare l’anima perfetta. Dovete imparare ad accettarci con tutti i nostri difetti, così come noi dobbiamo imparare ad accettare i vostri, la letteratura è meravigliosa ma la realtà tutt’altra storia.