Quest’oggi mi tocca andare lontano per il mio insulto, sia nel tempo che nello spazio, è un vaffanculo postumo perché la persona chiamata in causa non c’è più. Mi troverete cinico e forse ingiusto nell’offendere qualcuno che ha lasciato questa Terra, io però sono fatto così, non perdono le atrocità neppure dopo la morte. Mi riferisco, nella fattispecie, alla questione dei desaparecidos in Argentina sotto la dittatura del generale Jorge Rafael Videla. Questo personaggio spregevole è stato artefice di migliaia di torture e omicidi, ha eliminato fisicamente i suoi oppositori, perpetrando un regime totalitario che ha impoverito un Paese stupendo come l’Argentina.  Le macchie dell’anima restano indelebili pure nell’aldilà, io non dimentico, tre metri sotto terra non si diventa più buoni. Casomai si perde la chance del pentimento, mai avvenuto nel caso di Videla, stronzo era in vita e stronzo è rimasto ora che è morto.

Addio.

Enrico Braglia