L’argomento in oggetto è particolarmente spinoso, purtroppo coinvolge la morte di un bambino, una morte atroce causata da suo padre. La cosa peggiore è che episodi di questo tipo non sono nuovi, ne ricordo almeno un altro paio a memoria, sempre con protagonisti dei padri. Chi viene colpito da un dramma di questo tipo ha finito di campare, ha distrutto una famiglia e cancellato il suo futuro d’un sol colpo. Ora, però, in cuor mio non me la sento di giudicare e nemmeno di condannare. Come si fa, direte voi, a dimenticare un bambino in macchina? Beh, si fa dico io, purtroppo si fa. La mente fa brutti scherzi, vittima com’è di bombardamenti quotidiani, stressata dal continuo correre da una parte all’altra. E il padre, spesso sbadato rispetto alla donna che ha portato per nove mesi il frutto dell’amore in pancia, può ritrovarsi in situazioni di questo tipo. Vorrei però che comprendiate che questo mio post non vuole essere una giustificazione a quello che è successo, vuole semplicemente essere la constatazione personale di un problema che si è ripetuto nel tempo, perché qui non si tratta di delinquenti ma di persone normali che dovranno convivere con il peggio che si possa immaginare. A questo punto io credo che una possibile soluzione possa rinvenirsi nella tecnologia, se la mente non aiuta l’hi-tech può farlo, ad esempio segnalando la presenza di qualcuno all’interno di una macchina che viene chiusa.