Quest’oggi la mia dedica speciale va a buona parte della popolazione italiana, forse tutta, me compreso. Perché è un po’ che ragiono sull’incoerenza di chi si lamenta senza averne il diritto. Ci svegliamo al mattino smaronati, pronti a criticare tutto e tutti, ecco perché dico che le lamentele fanno parte del nostro patrimonio genetico. Se è vero che c’è crisi è pur vero che molti di quelli che conosco non sono minimamente toccati dal dramma sociale e malgrado ciò sono i primi ad avanzare pretese credendo di non essere capiti dal mondo intero. Ma perché invece di considerarvi incompresi non provate un po’ a mettervi nei panni degli altri? Perché invece di criticare non vi fate un bell’esamino di coscienza? A partire dalle piccole cose, come il clima, perché se è freddo è troppo freddo e perché se è caldo è troppo caldo. Oh, ma lo capite o no che avete rotto i coglioni? Noi non rappresentiamo il centro dell’universo, non rappresentiamo neppure il buco del culo dello stesso, siamo semplici gocce in un oceano infinito di dinamiche e storie degne della stessa importanza. So che questo ragionamento cadrà nel vuoto, non importa, volevo togliermi un sassolino dalla scarpa. Anche perché forse, domani, sarò il primo a lamentarmi e quindi per una volta l’insulto va anche a me stesso.

Buona giornata;

Enrico Braglia