Il nostro, si sa, è un Paese anagraficamente vecchio e con la vecchiaia arrivano i primi acciacchi, i primi problemi di salute che portano spesso e volentieri ad un’assistenza più o meno continuativa. Ed è proprio l’assistenza agli anziani il tema centrale di questo post. Ora, prestare cure a tempo parziale o a tempo pieno non è cosa da poco per una famiglia che deve, quasi sempre, ricorrere ad un aiuto esterno. Un aiuto costoso che grava in maniera sostanziale sul bilancio familiare e che è rappresentato dallo stipendio mensile di una collaboratrice domestica. La normativa, in materia, prevede per le c.d. badanti un salario minimo che viene annualmente ritoccato al rialzo e che supera di gran lunga la pensione del degente, quantomeno nella maggioranza dei casi. Allora mi chiedo: com’è possibile avere delle pensioni incapaci di coprire l’assistenza domestica? E’ giusto retribuire bene il lavoro della badante, lavoro complesso e difficoltoso, ma lo Stato e la politica dovrebbero pur capire che con la precarietà, la mobilità, la cassa integrazione, le forme contrattuali atipiche e le pensioni minime (una vera e propria miseria) questo sistema non può funzionare. In definitiva paghiamo tasse esorbitanti per ricevere servizi mediocri dato che l’aiuto che ci spetterebbe dalla Pubblica Amministrazione in realtà non arriva e grava in toto sulle spalle della famiglia. E qui nasce un interrogativo ulteriore: le famiglie italiane sono in grado di far fronte alle emergenze? La risposta è NO, così c’imbattiamo in casi umani, abbandonati a se stessi e vittime dello “strozzinaggio” economico. Non parliamo poi delle indennità d’accompagnamento, delle pensioni d’invalidità e via discorrendo, per ottenere queste “agevolazioni” la trafila è lunga e dispendiosa e nelle occasioni più malaugurate – che rappresentano la maggioranza dei casi – conduce ad un nulla di fatto. L’indignazione sale poi alle stelle quando giunge notizia di truffe aggravate ai danni dello Stato, in particolar mondo nei confronti degli enti pensionistici, defraudati da finti invalidi arrivati a percepire una somma indebita grazie alla compiacenza di professionisti truffaldini. Ecco perché dico che così non si può andare avanti. Con ogni probabilità la generazione futura non godrà di alcun trattamento previdenziale se non quello di natura privata determinato dall’accantonamento di somme su fondi e assicurazioni.