Quest’oggi  il mio insulto è dedicato alla faciloneria di giudizio, al giustizialismo immotivato e alle esultanze infantili e volgari che spesso e volentieri caratterizzano un popolo amante della gogna mediatica. E’ facile denigrare tutto e tutti, lasciarsi andare al turpiloquio, gettare benzina sul fuoco dietro ad uno schermo e senza paura di ripercussioni personali. Questo, però, è un comportamento sbagliato, è il comportamento del branco che si lascia trascinare da un potente getto di ignoranza. Se volete fare delle critiche, le dovete motivare, così come ora io motivo la mia soddisfazione per la sentenza di condanna di oggi nei confronti di Silvio Berlusconi.  Berlusconi si è reso protagonista di comportamenti disdicevoli, che hanno ridicolizzato la condizione femminile e che hanno configurato fattispecie di reato. Si può discutere sull’entità della pena, si può discutere processualmente, ma non si può non tenere conto degli “errori” sostanziali commessi dall’ex Presidente del Consiglio dei Ministri. Non si può non tenere in considerazione la consegna di una minorenne sottoposta a fermo – spacciata per la nipote di Mubarak – ad una ex consigliera della Regione Lombardia che non aveva alcun titolo per stare lì in quel preciso momento.  La legge deve essere uguale per tutti, davvero, non solo per  i poveracci. Perché i poveracci non ce l’hanno un ministro della giustizia che va a manifestare contro la magistratura per dei processi che vedono imputato il capo di un partito politico. Tanto premesso concludo condannando il pregiudizio privo di fondamento all’agonia morale degli stolti.

Buon proseguimento di serata;

Enrico Braglia