Beh, quest’oggi debbo ammettere che me l’hanno servita su un piatto d’argento, quindi sparo a zero sul vicepresidente del Senato Roberto Calderoli; persona non nuova a sproloqui degrImageadanti e, secondo il mio umile parere, soggetto dalla mente distorta. Eccolo qua, il nostro Roberto, a far sfoggio per l’ennesima volta di un grado d’intelletto ai minimi storici. Non bastava la maglietta in sfregio a Maometto, non bastava l’innesco di una guerra religiosa che per fortuna ha saputo guardare oltre l’idiozia di un pover’uomo. Ora torniamo alla becera contrapposizione sul colore della pelle, al vergognoso razzismo di chi non ha ancora capito che non esistono differenze fondate sulla razza, sulla religione, sulla sessualità e su quant’altro racchiuso nell’art. 3 della nostra Costituzione. Purtroppo con personaggi del genere bisogna convivere e la cosa peggiore è che rimangono lì dove li hanno messi, ovvero seduti su uno scranno prestigioso, che dovrebbe rappresentare l’immagine dell’Italia nel mondo. Io vi dico che quest’immagine è stata stuprata! Ecco le dichiarazioni di certi leghisti a seguito della bestemmia del vicepresidente del Senato e del conseguente sdegno del Presidente della Repubblica:  << Napolitano taci che è meglio >>, << Offeso l’orango >> e via così in un tourbillon di vaneggiamenti estremi. Che cosa dobbiamo fare con te Roberto? Dimmelo tu! Sei stato pure artefice della peggior legge elettorale dell’universo, il Porcellum, tesa  a garantire ad ogni partito di determinare ad nutum gli eletti in Parlamento. E la cosa peggiore è che è stata votata ed è ancora in vigore. Perché la politica è marcia, i giochi di potere sono avulsi dalla logica più basilare, camminano sui cadaveri dei poveracci. Di quelli che non arrivano alla fine del mese, forse neppure a metà mese, che pendono ancora dalle labbra dei potenti per ignoranza e disinformazione. Tu, Roberto, incarni lo spettro delle paure del buon senso e vai debellato come una brutta influenza. Un’influenza che permane per volere di tanti. A te e ai quei tanti dedico quindi il mio disgusto, magari non servirà a nulla però mi fa sentire una persona migliore. Senz’altro migliore di te.