Nessuno cita Neruda, tutti tuittano Bukowski. Questo succede perché il primo parla d’amore mentre il secondo predilige la volgarità. Ed è sulla volgarità che in tanti costruiscono un presunto successo mediatico. Pur adorando Bukowski ammetto che la vera cultura appartiene a certe nicchie che spesso vengono riconosciute postume. Pensate alla musica. Quante volte vi capita di ascoltare alla radio un pezzo di Vasco e quante uno di Coltrane? Al popolo non importa nulla dell’improvvisazione su scale armoniche e melodiche, preferisce “Le bionde trecce e gli occhi azzurri e poi…”, la massa vuole la semplicità. Essere semplici con tanti e complessi con pochi intimi.