Eccoci all’ennesimo coup de theatre di questa pessima commedia all’italiana. Silvio Berlusconi s’appella alla Corte Europea dei diritti dell’uomo (CEDU) per violazione all’art. 7 ovvero al principio nulla poena sine lege, aggrappandosi con le unghie e con i denti all’irretroattività della legge Severino che prevede – nel caso di specie – l’incandidabilità per coloro che hanno riportato condanne definitive a pene superiori a due anni di reclusione, per delitti non colposi, consumati o tentati, per i quali sia prevista la pena della reclusione nel massimo a quattro anni. Vedremo. Vedremo appunto se la legge è uguale per tutti. Vedremo se verrà chiesta la grazia per la pena principImageale (già decurtata per il 75% dall’indulto), vedremo cosa faranno Napolitano e il PD. Esiste ancora lo stato di diritto? Ad oggi spiccano queste parole: Silvio Berlusconi c. Italia. Silvio Berlusconi contro l’Italia.