Io dico che è ora di finirla con perbenismo esasperato e ipocrisia, perché se è vero che il razzismo esiste è pur vero che è da tempo che  i media fingono di vederlo anche quando non c’è. Da ultimo a Landiona, in provincia di Novara, dove molti genitori sono stati accusati di non voler mandare i figli a scuola con bambini di etnia sinti. Beh, al di là che la motivazione mi pare di capire non sia questa, voglio porre un quesito. La scuola e le istituzioni sono in grado di garantire un’integrazione pacifica tra bambini e ragazzi di culture differenti? O se ne fregano altamente, sia degli episodi di bullismo, che di tutta una serie di reati compiuti a danno di innocenti!?! Onestamente io propendo per questa seconda ipotesi perché quando andavo alle scuole medie, me li ricordo bene certi genitori, che venivano a scuola per insultare e magari picchiare l’insegnante di turno perché intervenuto per fermare un pestaggio. Tenuto poi conto che certi compagni di scuola te li ritrovi da grandi in galera, condannati per usura e traffico di sostanze stupefacenti. E’ questa l’integrazione che vuole lo Stato? Uno Stato che se ne frega dei problemi quotidiani di chi cerca di tutelare i propri figli? Eh no, non ci sto. Calderoli è razzista, perché insulta sul piano personale la Kyenge. Chi la critica perché ritiene che il concetto di padre e madre non è obsoleto, NON E’ RAZZISTA, è una persona di buon senso. L’Europa si è dimenticata che l’Italia si fa carico del fenomeno migratorio di tutto il continente? L’Europa è mai venuta a Lampedusa per cercare di dare una mano o ha chiuso gli occhi perché siamo uniti solo quando c’è da guadagnare qualcosa? Li avete visti i bagnanti sulla spiaggia siciliana darsi da fare per aiutare esseri umani stremati dal viaggio della speranza?  Ecco, l’Italia è pure questa, fatta di gente onesta pronta ad aiutare.  Non basta mettere dieci bambini italiani e dieci bambini sinti nella stessa classe e dire integratevi. Non è così che funziona. C’è un percorso da fare per favorire l’integrazione, un percorso lungo e complesso e genitori ed insegnanti non possono essere lasciati soli coi loro problemi. Concludo con un’ultima considerazione: quella tra poveri nostrani ed immigrati è una lotta tra disperati dove ambedue le categorie aspirano al diritto di prelazione per un tozzo di pane.  Ai politici e ai giornalisti dico: smettetela di buttare benzina sul fuoco per favorire lo scontro etnico e sociale, favorite l’inserimento  di altre culture con misure concrete, intimate all’Europa di farsi carico del fenomeno migratorio perché l’Italia da sola non ce la può fare. Andate a vedere i centri di accoglienza per immigrati, date un occhio alle carceri italiane, vi sembra il modo di gestire la cosa? Non serve a noi, non serve a loro, non serve a nessuno.