M’interrogo sulla funzione rieducativa della pena perché a volte, la rieducazione, è stata mera occasione per delinquere ancora. Mi riferisco al mostro del Circeo Angelo Izzo e alla notizia di oggi, un’educatrice sociale ammazzata in Svizzera da un detenuto francese condannato per violenza sessuale, si suppone durante il tragitto tra l’istituto di pena e il centro di recupero. M’interrogo pure sul sistema giudiziario italiano, alla luce della sentenza di morte resa in India nei confronti di quattro stupratori, rei di avere violentato una ragazza su un autobus in seguito deceduta. Sono domande alle quali è difficile dare una risposta. Nel nostro ordinamento le pene principali sono la reclusione, la multa, l’arresto e l’ammenda. Con esclusione della pena di morte, non più in vigore per opera della legge. Da esterno, da persona non coinvolta, io mi dichiaro contro la pena di morte. Se fossi stato il padre di quella ragazza, però, la pena di morte mi sarebbe parsa la giusta conseguenza ad un’azione disumana. Questo topic vuole essere un semplice spunto di riflessione sia sulla funzione che sulla certezza della pena. Nessuna risposta e molti interrogativi.