Buongiorno amici, ben ritrovati, oggi affrontiamo gli accenti. Gli accenti, nella lingua italiana, sono la croce di molti perché non si sa mai dove metterli. E’ infatti arcinoto il dubbio di fronte a determinate parole: ma qui l’accento ci va o non ci va? Indicarvi dove va o non va messo l’accento è proprio lo scopo di questa lezione del primo corso di italiano per italiani. Nel caso del verbo dare, ed in particolare della prima persona singolare tempo presente l’accento non è richiesto. Ad esempio: 

Ti do una mano. SI

Ti dò una mano. NO

Il discorso cambia radicalmente nel caso della terza persona singolare del verbo dare. In tal caso, infatti, l’accento va messo. Ad esempio:

Angelica te la dà o non te la dà? SI

Angelica te la da o non te la da? NO

Ora, fate attenzione, perché non ogni verbo alla terza persona singolare del tempo presente richiede l’accento. Tutt’altro! Sono i casi di fare e di andare. E’ un errore grave dire “L’aumento dell’IVA fà bestemmiare”, si dice “L’aumento dell’IVA fa bestemmiare”. Così com’è grave dire “Berlusconi và in galera”, si dice “Berlusconi va in galera”. Nel caso del verbo dare è infatti possibile confondere il da verbo con il da preposizione. Non è invece possibile fare confusione tra fa verbo e fa nota musicale. 

ATTENZIONE – FA E VA VOGLIONO L’ACCENTO NELLA FORMA IMPERATIVA: “FA’ LA RICEVUTA!” – “VA’ DA NAPOLITANO!” 

Ci sono molti, moltissimi casi ancora, come LA e LA’, oppure come LI e LI’. Nella prima ipotesi bisogna distinguere il LA articolo determinativo dal LA’ avverbio di luogo, nella seconda bisogna distinguere tra LI pronome e LI’ avverbio di luogo. Purtroppo non ho tempo per segnalarvi tutto, debbo pur cucinare e mangiare, un’ultima chicca però ve la regalo. Su qui, quo e qua l’accento non ci va! 

Enrico Braglia