Ognuno ha il proprio bagaglio d’esperienze, ognuno è influenzato dal proprio vissuto e dal proprio quotidiano ed è giusto che sia così. Io cerco di essere più terzo possibile e di capire le ragioni di entrambe le parti ovvero sia quelle del datore di lavoro sia quelle del dipendente. I problemi principali, per l’imprenditore, sono rappresentati dall’opprimente costo del lavoro, dal recupero del credito e da una burocrazia spesso incomprensibile. Quindi è chiaro che una persona, prima di assumere qualcuno, ci pensa non una ma mille volte. Dall’altra parte ci sono migliaia di persone valide che aspettano solo un’occasione per dimostrare il proprio valore. Valore che per l’imprenditore è utile aziendale. Perché alla fine un dipendente – quantomeno nel privato – deve produrre più di quanto viene a costare altrimenti il gioco non vale la candela. Sembrerà un discorso cinico ma a mio giudizio è la realtà delle cose. Poi ci sono molte altre persone, tra datori di lavoro e lavoratori subordinati, meno valide (per non dire di peggio). Che arrecano danno alla collettività per i modi truffaldini e ingannevoli che adottano e per gli atteggiamenti di parassitismo che nascono nel breve e lungo periodo.