La mia generazione, quella tra i trenta ed i quaranta per intenderci, pare come intrappolata in una bolla di sapone. Si va avanti ad aperitivi, in un’eterna adolescenza che purtroppo non è più, dove il desiderio di famiglia ha ceduto il passo a quello di mojito. Magari è una mia sensazione, ma  non c’è più quella voglia di costruire qualcosa che si riscontrava in passato, si vive l’oggi fottendosene del domani. Si sceglie di rimanere figli invece di diventare genitori. Certamente questo passaggio è favorito dai tempi che corrono: non ci stiamo però cullando troppo tra gli allori? Insomma: non avete voglia di tornare a casa la sera e di trovare qualcuno da stringere tra le braccia? Capisco tutto. Capisco le scelte sbagliate, capisco le relazioni fallite, capisco la disoccupazione imperante; quello che però non capisco è l’abulia alla lotta, alla brama di concretezza. Chi vive d’apparenza muore nell’indifferenza.