RACCOMANDATA A/R 

EGR. BABBO NATALE
VIA DELLE RENNE 26/A
CIRCOLO POLARE ARTICO

OGGETTO: LETTERA A BABBO NATALE

Caro Babbo Natale,

Mi chiamo Enrico Braglia, ho trent’anni e le scrivo perché appunto per trent’anni non ho mai visto realizzato il mio desiderio. Le parrà una banalità, la solita retorica da saltimbanco, ma non posso pensare d’arrivare all’ennesimo Natale con la medesima domanda di quand’ero bambino. Perché esistono Paesi dove il cibo viene gettato nell’immondizia ed altri dove si muore di fame? Com’è possibile vivere perennemente nell’ingiustizia sociale? Io, francamente, non me ne capacito. Ho sempre pensato che se l’interesse alla tutela del prossimo fosse davvero comune riusciremmo a star bene tutti, evitando situazioni di disagio e di disperazione. Non sono uno di quelli che si lava la coscienza con quel breve senso di pietà che si prova nel vedere certe immagini al telegiornale . Tantomeno pubblico video di bambini malnutriti sui social network per raccattare qualche consenso. Mi chiedo semplicemente come mai lo spirito di solidarietà rimanga spesso attanagliato nell’ipocrisia, parto di mille tragedie e aborto di altrettante incompiute. Chi è nato nella miseria, nella miseria c’è restato, nessuno mi venga a raccontare il contrario. E allora perché lei, che è la seconda massima autorità dell’immaginario collettivo, non mi risponde mai? Chiedo venia per la pervicacia ed altresì per la sfiducia. Quantomeno quest’anno avrò in regalo la ricevuta di ritorno.

Cordiali saluti

Enrico Braglia (Ex bambino)