Circola la notizia di una suora diventata madre negli ultimi giorni, al di là della facile ironia che ha colto molti di noi, me compreso in un primo momento; ritengo che questo accanimentImageo nei confronti della poveretta sia vergognoso e crudele. In fin dei conti siamo tutti fatti di carne ed ossa, proviamo tutti degli istinti, indipendentemente dall’abito che indossiamo. Chissà quante cose succedono nei conventi, nelle parrocchie e in altri contesti religiosi che noi non sappiamo. Alcune rappresentano veri e propri reati, insabbiati per il “bene della Chiesa”, altre invece sono atti di amore di chi si è scoperto all’improvviso padre o madre perché ha amato o continua ad amare un uomo o una donna. I media seguitano imperterriti nel loro ruolo di demolizione della dignità umana, pubblicando la foto della suora in prima pagina. Mi viene in mente il libro “La lettera scarlatta” dove la protagonista, Hester Prynne, viene sottoposta a pubblico ludibrio e marchiata con la A di adultera per aver dato alla luce una bambina. Il tempo non ci deve avere insegnato molto se non capiamo di essere nel pieno torto marcio. Come si può condannare qualcuno per amore e ritenere il suo il frutto del peccato? A maggior ragione che di questa persona non conosciamo nulla e non credo che ci interessi visto che l’abbiamo già giudicata e condannata. Non ho altro da aggiungere.