Il sabato o magari la domenica approfitto per sbrigare tutte quelle faccende che solitamente tImageralascio dal lunedì al venerdì. Questo pomeriggio mi sono dedicato alla cernita dei giochi d’infanzia, selezionando quelli ancora meritevoli – a distanza di più di vent’anni – di rimanere in casa. Volevo liberarmi di un po’ di cose, per evitare di vivere in un magazzino di ricordi, eppure non è stato affatto semplice. Ogni volta che prendevo in mano un giocattolo, mi si spezzava il cuore a saperlo buttato via, anche se si tratta di oggetti che oramai nessuno usa più. Io giocavo col subbuteo, coi puffi e coi soldatini di piombo; oggi c’è la console per videogiochi e i bambini non se ne fanno più nulla di quello che per me era un mondo meraviglioso. Se volete sapere com’è andata a finire, vi dico subito che la nostalgia ha battuto la razionalità uno a zero.