Stasera, visto che non ho un cazzo di meglio da fare, voglio analizzare il fenomeno sociale della cena in comitiva. Molto spesso, un gruppo di amici, organizza la serata in un qualche ristorante cittadino. Solitamente ad occuparsi della prenotazione è il solito pirla, quello che prende sempre la macchina per intenderci, che dopo qualche hanno sparisce deluso dalla vita per rinchiudersi in un monastero di clausura. Ora, il giorno fatidico, gli amici si siedono allo stesso desco per spettegolare su quelli che mancano e per avvinazzarsi; tanto guida il solito coglione. Ed è qui che arriva il bello. Arriva infatti lo scontrino, tutti lo fissano, nessuno lo piglia. Come un appestato all’ultimo stadio di lebbrosi. Interviene il solito pirla:

<< Vabbé ragazzi, sono ventidue euro a testa >>.

Partono le polemiche.

<< Eh no, però io ho preso solo pizza e birra, gli altri invece hanno pure il caffè e il dolce. Quindi io pago di meno. >>

Ancora il solito coglione.

<< Dai però, tra amici si fa alla romana, io non ho neppure preso la birra. Solo pizza e acqua minerale. Mica staremo a badare al centesimo?!? >>.

Invece sì che si bada al centesimo. Eccome. Dalla cena si passa quindi all’analisi di bilancio per capire chi ha preso cosa e giungere così ad un armistizio tra poveracci. Si paga. Il cameriere:

<< Mancano quindici euro >>.

Scende il gelo. Inizia un valzer di sguardi. Le illazioni sono palesi. E’ stata lei, no è stato lui. L’imbarazzo si fa tangibile. 

<< Vabbè ragazzi, ce li metto io, tranquilli >>.

Il solito stronzo ha salvato ancora una volta la situazione. Viva l’amicizia!

Enrico Braglia