Dai trent’anni in avanti, a volte anche prima, nasce nelle persone un improvviso moto di hobbies e passioni di ogni genere. Mi riferisco agli atavici corsi di teatro e fotografia, fino ad arrivare ai moderni corsi zumba e danze africane. Così capita di vedere vecchi amici e vecchie amiche iscritti alle più disparate attività. Nulla di male, ci mancherebbe, se non fosse per l’ipocrisia che accompagna questa gente. Diciamoci la verità, non è che nell’uomo e nella donna esploda d’un sol colpo l’amore per il tango oppure per i latinoamericani, con ogni probabilità esplode più che altro la voglia di scopare per i primi ed il desiderio di trovare l’anima gemella per le seconde. L’uomo è infatti un animale, che pensa più con la testa numero due (il pene) che con quella primaria (il cervello), la donna invece si scopre a controllare il c.d. orologio biologico. Quello che dai trenta in avanti, appunto, inizia a fare tic-tac. E allora giù a darla via come se non ci fosse un domani.  Yoga, meditazione, circoli letterari, balli popolari, uncinetto, cucina, tedesco, russo, caraibici, flamenco, cinema, pilates e chi più ne ha più ne metta.  Questi corsi partono generalmente con decine di persone e terminano quasi sempre in cinque o sei. Rimangono infatti quelli che ci credono davvero, i veri appassionati, mosche bianche in un contesto di lussuriosi. Gli altri infatti scompaiono alla prima, seconda o terza lezione. Le ragioni sono due:

a. Non trovano da scopare;

b. Hanno trovato da scopare.

Nel primo caso sono capitati in un covo di cessi oppure in un simposio frequentato per buona parte da soggetti appartenenti allo stesso sesso. Nel secondo caso sono stati più fortunati, zumba ha portato bene,  gli uomini trombano e le donne si proiettano all’altare, con due figli di nome Francesco e Martina, il cane Bob e una cucina in stile Mulino Bianco dove un marito attendo sorride affabilmente con un mazzo di rose rosse tra le mani.  Ora vi devo salutare, ho la prima lezione di baciata.