Dunque, mi sono fatto una teoria, quantomeno per rendere questa perdita meno amara. Il nostro mondo in fin dei conti non è un granché. La recessione in Europa, i conflitti in Medio Oriente, la guerra civile in Ucraina, l’inquinamento americano e cinese e chi più né ha più né metta. Insomma, questo non è un gran bel posto in cui vivere, mi pare più che altro un parcheggio per disadattati. Stando così le cose, chi riesce a redimersi, i promossi per intenderci, vengono chiamati prima per raggiungere un futuro migliore. Gli altri, invece, li trattengono qui. Tra l’ebola, i genocidi e le depressioni economiche. Ecco, Robin Williams era uno che un sorriso te lo strappava, ed era un sorriso mai fine a se stesso. Mai banale, pregno di significato, legato alla malattia, alla famiglia o magari all’adolescenza. E chi non lo vorrebbe al proprio fianco un tipo così? Lo hanno promosso signori miei, noi invece siamo rimandati a data da destinarsi, nel bene o nel male. Il nostro amico è già sull’isola che non c’è, vestito da vecchia signora, con un naso da clown, le gambe da robot  e un gruppo di giovani poeti speranzosi che lo seguono capitanati da un genio ribelle. Concludo con una citazione tratta da uno dei suoi film più noti: <<Venite amici, che non è tardi per scoprire un nuovo mondo. Io vi propongo di andare più in là dell’orizzonte, e se anche non abbiamo l’energia, che in giorni lontani mosse la terra e il cielo, siamo ancora gli stessi, unica ed eguale tempra d’eroici cuori, indeboliti forse dal fato, ma con ancora la voglia di combattere, di cercare, di trovare e di non cedere. >>. Ci vediamo capitano o mio capitano.