La notte di Ferragosto, in adolescenza, era qualcosa di magico. Tutti aiutavano ad accatastare la legna. I più coraggiosi accendevano poi il falò mentre gli altri si dilettavano con la grigliata. In spiaggia vedevi bagliori di luce alternarsi a lampi di oscurità e ad un certo punto il solito poeta della musica prendeva a suonare la chitarra. Baglioni, Battisti, De André e così via fino a “Gli Angeli” di Vasco Rossi. Nuovi amori sbocciavano nell’intraprendenza di qualche giovane che si faceva coraggio, così partivano epiche limonate sulle sdraio di qualche vacanziero che l’indomani avrebbe tirato una bestemmia. E mentre la passione scoppiava qualcuno rimaneva nella propria solitudine fino a notte inoltrata. Solitamente le cozze, i timidi e quello con la chitarra. Io non limonavo e neppure ero timido. Purtroppo per me avevo però una chitarra.