Il giorno dopo questa prima tornata di feste è tutto un lazzaretto. Scene apocalittiche si alternano in un concerto di starnuti e cavernosi rumori intestinali. Ci si sente al telefono quasi per consolarsi vicendevolmente:

<< Come stai? >>
<< Più di là che di qua. A pranzo brodino e mela verde >>
<< Io invece digiuno, al massimo un bicchiere di acqua tiepida e un bel pasticcone di semi al pompelmo >>

E così gli zombie di Natale e Santo Stefano girovagano per casa col pigiamone in pile, avvolti nella trapunta rimediata coi punti della Bofrost, a forza di patate novelle e zuppe di farro congelate. Desiderosi di recuperare in vista del cenone di capodanno. Perché in Italia, se non mangi lenticchie con salsiccia e zampone, lasagne rosse e vegetariane, tortelli in brodo, polpettone della nonna, arrosto misto, verdure grigliate, frutta, frutta secca, caffé, ammazzacaffé, torrone, panettone e pandoro; beh, se non mangi tutto questo, non sei proprio un cazzo di nessuno. Etciù!