E’ di oggi la notizia di una trentina di piloti Alitalia che percepivano illegittimamente la cassa integrazione per migliaia di euro, a fronte di un lauto stipendio in qualità di dipendenti di compagnie aeree estere. E come sempre si grida allo scandalo, giustamente, per la commissione di una truffa aggravata ai danni dello Stato che tanto è in voga in questi mesi sui media nazionali. Il problema è il dopo. Cosa succede una volta che su questi personaggi si spengono i riflettori? Verrà fatta giustizia oppure tutto continuerà a funzionare esattamente come prima perché nessuno ha davvero intenzione di cambiare le cose come osserverebbe Tomasi di Lampedusa? Assistiamo appunto a truffe, a cumuli di vitalizi, a pensioni d’oro e quant’altro e poi, quando vediamo milioni di anziani campare con la minima e rovistare tra i bidoni dell’immondizia per sfamarsi, non facciamo nulla!?! E questa sarebbe l’Italia!?! A me questo sistema omertoso che avalla certe condotte delittuose ritenendole consuetudine, come se rubare fosse lecito, fa accapponare la pelle. Mi rendo quindi conto che piuttosto che punire il singolo bisognerebbe scardinare la prassi, partendo dall’apice, dal tacito consenso di dirigenti e politici corrotti fagocitati dal “Tanto funziona così”, da quelli che hanno scelto di vendere la propria integrità per giungere ad uno status quo di privilegiati. Parole al vento le mie, mera utopia, che però mi fa stare apposto con me stesso. Io all’esame di coscienza scelgo di essere presente, perché al mattino voglio guardarmi allo specchio con orgoglio, non mi sveglio con lo scopo precipuo di fottere il prossimo come tanti. Nella pubblica amministrazione – l’ultimo triste esempio è quello dei vigili di Roma – assistiamo quotidianamente ad assenze ingiustificate, a cartellini timbrati da una stessa persona a vantaggio di tanti, al blocco del lavoro per far scattare gli straordinari e chi più ne ha più ne metta. Chi decide di non vendersi viene emarginato oppure finisce a fare il lavoro, oltre al proprio, di quelli che si sono venduti, perché avviliti o redarguiti da superiori che intimano << Ma tu chi ti credi di essere? Piano col lavoro, vorrai mica mettere in cattiva luce l’ufficio? >>. Ci si adegua alle regole non scritte, in barba alla giustizia, al codice penale e alla morale; perché tanto non si licenzia quasi mai nessuno, al massimo si viene trasferiti ad altre mansioni, in altro reparto e con lo stesso stipendio. Nel privato questo non può accadere semplicemente perché la saccoccia è di uno o più imprenditori, non si pesca nel portafoglio di un mare di contribuenti, gli imprenditori ai conti stanno attenti, soprattutto in un’epoca dove fare impresa pare tanto simile al martirio. Con lo Stato è facile giocare allo scarica barile, è colpa di quello, di quell’altro, della destra, della sinistra, del centro e alla fine si conclude tutto a tarallucci e vino. Con l’archiviazione delle indagini o magari con la prescrizione. Così è se vi pare.